Gualtiero Marchesi, nato nel 1930 e scomparso nel 2017, resterà sempre un nome indimenticabile della cucina italiana.
La rivoluzione che ha portato nel modo di cucinare si deve innanzitutto alla sua idea di cucina come “globale” e “ri-creativa”.

Con Gualtiero Marchesi un piatto diventa una vera e propria opera d’arte, per il gusto e per l’estetica.
Sperimenta nuovi abbinamenti, scopre nuove tecniche e porta il colore a tavola tanto da essere stato definito un precursore del food design. La sua passione per la cucina lo porta ad esplorare ingredienti e tecniche già giovanissimo quando lavora come praticante nel ristorante annesso all’Albergo Mercato di Milano, di proprietà dei genitori.

All’età di 18 anni inizia la sua formazione professionale in cucina presso una scuola alberghiera svizzera, a Lucerna, e all’istituto Kulm sito in St. Moritz. Apprese le tecniche di base e tutte le conoscenze necessarie per portare avanti una buona cucina, il giovane Gualtiero decide di tornare all’albergo di famiglia e di prendere il comando della cucina, proponendo delle vere e proprie rivoluzioni.

La sua risulta essere una cucina d’avanguardia che attira l’attenzione di molti, clienti e ristoratori. Arrivano così nuove occasioni di lavoro che lo portano ancora una volta lontano da Milano e dall’Italia per trasferirsi in Francia.
Lavora prima al “Ledoyen” di Parigi e poi al ristorante di Digione “Le Chapeau Rouge” ed infine a Roanne nel ristorante dei Troisgros, una famosa coppia di fratelli chef.

Il 1977 è l’anno che lo vede ritornare in Italia con l’apertura di un ristorante che sarà il suo primo e trionfante successo. Si tratta del ristorante sito in via Bonvesin de la Riva che ottiene una stella michelin poco dopo l’apertura e la seconda l’anno successivo.
Il successo riscosso è tale che nel 1979 il ristorante fu inserito nell’elenco dei primi quindici ristoranti migliori a livello mondiale dalla rubrica gastronomica del Time.
Sei anni dopo il ristorante di Gualtiero Marchesi raggiunge un primato italiano ottenendo una terza stella michelin.

Gli anni ’80 rappresentano un grande trampolino di lancio che lo porta anche fuori dalla cucina, intesa in senso stretto.
In quegli anni, infatti, partecipa alla nascita della comunità di cuochi Euro-Toques International e lancia una nuova ed innovativa linea di prodotti per la cucina, comprendente pentole, posate, bicchieri, tovaglie ed ingredienti di qualità. I suoi prodotti arrivano fino alla distribuzione giapponese.

Un incontro fortunato è quello con Ernesto Illy, signore del caffè per eccellenza, ed insieme creano una nuova miscela nata dall’idea che lo chef Marchesi ha di come dovrebbe essere un buon caffè.
La città di Milano e l’intera nazione riconoscono il suo valore tanto da conferirgli il titolo di “Caveliere della Repubblica” e fargli dono dell'”Ambrogino d’oro”, alto segno di stima e valore fatto dalla sua città natale.
Gli anni ’80 si concludono al meglio con il ricevimento del premio internazionale “Personnalité de l’année”, mai vinto prima in Italia.

Gli anni ’90 rappresentano il momento di passaggio ad una nuova idea di ristorazione per Gualtiero Marchesi che deicide di avviare nuovi progetti e di lanciarsi in nuove sfide aprendo un bistrot, un brunch ed un caffè a Milano.
A questo punto non gli resta che conquistare l’Europa e il suo sguardo si volta verso Londra dove apre il “Ristorante Gualtiero Marchesi” presso l’Hotel Halkin.

Nel 1993 apre il “Relais & Chateaux L’Albereta” ma la sua creatività non riesce a limitarsi e nel 1998 apre un nuovo tipo di negozio per la vendita di piatti pronti.
Nello stesso anno vince il “Premio Artusi”. Diventa presidente della comunità di cuochi di cui era stato fondatore e per ben due volte, nel 2000 e nel 2007, vince il “Premio Harris”.

Gli anni del nuovo millennio trovano un Gualtiero Marchesi sempre più energico: apre un ristorante a Parigi, riapre dopo una restaurazione meravigliosa il ristorante più antico della capitale italiana e decide di essere presente con la sua cucina anche a bordo delle navi da crociera aprendo due ristoranti a bordo di diverse navi. Ogni nuova apertura è un successo e fioccano le stelle michelin.

L’Università di Roma si unisce al coro delle onorificenze e conferisce allo chef la Laurea Honoris Causa in “Scienze dell’Alimentazione” mentre nella mente di Gualtiero Marchesi si fa strada l’idea di dedicarsi alla formazione di aspiranti chef.
Nel 2004 nasce “ALMA, scuola internazionale di cucina italiana” di cui Gualtiero Marchesi è nominato rettore e l’anno successivo va a Los Angeles per ritirare il Premio alla Carriera.
Nel 2008 vince il “Lifetime Achievement 2008”.

Accanto alle onorificenze raccolte in giro per il mondo, lo chef continua a sentire forte il legame con la sua Milano dove torna nello stesso anno per aprire “Il Marchesino”, ristorante del Teatro alla Scala.
Raggiunto ormai il massimo, lo chef Gualtiero Marchesi sceglie di sottrarsi ai giudizi delle guide gastronomiche e di restituire ogni stella michelin guadagnata.

Ciò non ferma l’arrivo di nuovi premi: “Grembiule d’oro”, “Premio Internazionale alla Carriera”, il Grand Prix “Mémoire et Gratitude”, premio “Isimbardi della Riconoscenza”, “Laurea Honoris Causa in Scienze Gastronomiche” all’Università di Parma, premio “Le grandi Guglie”, “Premio Nonino”. Diventa, inoltre, “Ambasciatore della cucina italiana”.

Nel 2014 nasce l’Accademia Gualtiero Marchesi dove lo chef può finalmente dedicarsi all’insegnamento della cucina così come l’ha sempre considerata.
Famose sono queste parole dello chef “La cucina non è un fine è un mezzo. È uno dei linguaggi con cui parlare a se stessi e al mondo”. Questa è la filosofia che porta avanti in cucina e che lo premia con così tanto successo e riconoscimenti.

Nel tempo sono stati suoi allievi chef come Andrea Berton, Gianluca Branca, Paola Budel, Carlo Cracco, Karsten Heidsieck, Ernst Knam, Davide Oldani e tanti altri.
Nel 2016 fonda l'”Accademia del gusto e delle arti. Fondazione Gualtiero Marchesi”.

L’ultimo anno di vita dello chef è stato ricco. L’interesse verso la sua figura è tale che nasce un film documentario, presentato al Festival di Cannes, dal titolo “Marchesi: The Great Italian”.
Porta a termine un progetto che era caro al suo cuore da anni, ovvero la “Casa di riposo per cuochi”, di cui annuncia la costruzione ma che non vedrà sorgere poiché la conclusione si prevede per il 2018.

Ad ottobre del 2017 vince l’ultimo premio della sua carriera il “Premio America della Fondazione Italia USA”, conferito annualmente a personalità che abbiano dimostrato la propria eccellenza ed il proprio valore.

Ha lasciato diversi libri come testimonianza della sua sapiente cucina, tra cui “Il Codice Marchesi” ed il “Grande ricettario di Gualtiero Marchesi”, “Opere. Works” e “Sapere di sapori”.

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