Richard Ginori ha riacceso i suoi forni per dare ancora una volta vita alla produzione delle linee del “bianco” con biscotto e vetrato, e questo avviene dopo quasi un anno di blocco totale, grazie alla maison fiorentina Gucci che per 13 milioni ha assorbito la storica fabbrica di manifattura di porcellane di Sesto Fiorentino.
Qualità per le fasce alte, questo è quello a cui punta Gucci. L’obiettivo diventa quello di recuperare i valori che hanno reso riconoscibile  in tutto il mondo la produzione delle fini porcellane di Richard Ginori.
Ciò che è stato chiarito dal primo momento è che il marchio di fabbrica resterà quello storico e la produzione verrà affiancata da nuovi prodotti per la casa con il marchio Gucci, che avrà come ispirazione entrambi i patrimoni degli archivi storici delle due aziende.

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Sul piano commerciale l’azienda punta sicuramente su negozi monomarca, per realizzare delle location che siano in linea con il target di nicchia a cui si riferisce. Per questo motivo sono già in progetto le chiusure all’interno di centri commerciali, per dare spazio a Show Room di lusso nelle vie più importanti di città come Milano, New York e Londra.
Si cercherà di riportare l’azienda agli standard di una volta, in cui il prodotto era ritenuto oggetto di lusso per le classi dirigenti. Lo stesso Sindaco Marasco dice: “La caratteristica di Richard Ginori è l’identificazione assoluta tra brand, mani e territorio. Il fatto di aver trovato un interlocutore come Gucci, che da tempo ha puntato su quegli stessi elementi seppur in un altro settore, ha certamente aiutato”.

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A differenza di altre aziende Gucci ha precisato che la produzione non si sposterà all’estero, ma manterrà personale e produzione nella sede storica. Rispettare l’italianità della maison sarà una priorità, lo ha anche sottolineato Frida Giannini (il direttore artistico di Gucci) che in un’intervista dichiara che tutto girerà attorno al mondo della maison che non è certamente solo moda, ma in questo caso si affaccia al mondo della Home decor.

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La storia di Richard Ginori (arrivata al fallimento) va sicuramente onorata per i suoi 250 anni di attività. Fondata infatti nel 1735, solo nel 2013 viene dichiarato fallimento.
E’ nel 2006 che l’azienda commette il passo falso di entrare con Bormioli Rocco e figli, e scende a compromessi uscendo dal mercato di nicchia che si era preservato per molti anni, ed entrando nella commercializzazione all’interno dei supermercati.
Ma questo è solo uno dei tanti passi falsi che ha portato la storica casa ad indebitarsi per oltre 40 milioni di euro,. Questo tristissimo epilogo di questa importantissima azienda italiana, è forse l’input del nuovo rilancio di un’azienda che ha superato indenne due guerre mondiali, ma a causa di manovre finanziarie di immobiliari e finanzieri è stata portata nella tomba.

RedazioneLifestyle and FashionRichard Ginori ha riacceso i suoi forni per dare ancora una volta vita alla produzione delle linee del “bianco” con biscotto e vetrato, e questo avviene dopo quasi un anno di blocco totale, grazie alla maison fiorentina Gucci che per 13 milioni ha assorbito la storica fabbrica di manifattura...Il blog del lusso Made in Italy.