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Chiusa in malo modo la stagione settennale della doppia stella Michelin Andrea Berton, andatosene in polemica con la società (lui sostiene di essere stato messo alla porta senza appello), si è aperto per il Trussardi alla Scala il nuovo corso firmato Carlo Cracco e Luigi Taglienti. Il primo in veste di responsabile e organizzatore, il secondo promosso executive chef. Cracco, noto al grande pubblico come star del programma Masterchef Italia ed allievo di Gualtiero Marchesi, non ha bisogno di ulteriori presentazioni. Taglienti si era fatto notare al ristorante Antiche Contrade di Cuneo, per poi passare al Trussardi sotto l’ala di Berton.

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Il ristorante, ex Marino alla Scala, riapre con nuovo nome e nuova gestione nel 2006. Situato al primo piano del Palazzo Trussardi alla Scala, accoglie i clienti con un ampia e luminosa sala con grandi finestre, che offrono una suggestiva vista su piazza della Scala e sul teatro. L’arredamento è molto curato, elegante e minimal come si addice ad un locale di questo livello, con pavimento in legno e un mix di colori caldi e bianco per creare il giusto compromesso tra atmosfera e luminosità. Completano il colpo d’occhio la cantina a vista, con oltre 700 delle migliori etichette italiane ed internazionali, ed una parete trasparente che separa la moderna cucina dalla sala, permettendo di “spiare” l’equipe dello chef al lavoro.

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Come già accennato, dopo l’uscita di Berton, le redini del Trussardi sono passate nelle mani della coppia Cracco Taglienti, circondati da una squadra che già al primo sguardo colpisce per la giovane età dei componenti. A fianco dello chef trentatreenne, troviamo infatti il sous chef Michele Conti, classe 1983. La sala è affidata invece al maitre Davide Franco, classe 1986, ed al sommelier Marco Curcio, classe 1984.
Il menu proposto mantiene le solide basi che hanno dato l’eccellenza al Trussardi: stagionalità e maniacale scelta della materie prime, preferibilmente locali, tradizione ma anche innovazione e creatività. L’estro del cuoco prende forma in alcuni piatti imperdibili che rivisitano ricette classiche con accostamenti anche arditi. E’ il caso del piatto “bandiera” del locale, l’orata oro, ginger e zafferano, come del musetto di vitello allo spumante, con sgombro, cetriolo e tartufo nero, oppure i cappellacci farciti con crema di verza e piedino di maiale, con scampi e acqua di rape al ginger. Altre proposte interessanti, personalizzate ma più classiche, sono il risotto alla milanese con lacrima di midollo alla brace, o il controfiletto di vitello impanato alla milanese, servito con cuore di verza brasato alla pancetta di maiale.
Anche la presentazione dei piatti è curata certosinamente, come ci si aspetta da un ristorante “stellato”. Alcuni avventori hanno lamentato una eccessiva parsimonia nelle porzioni. Dipende dalle abitudini. Certo è che in locali di questo livello non si va certo ad abbuffarsi, e le porzioni non son proprio da trattoria. Il metro di misura in questi casi è la qualità, non certo la quantità.

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Oltre ovviamente al menu a la carte, la casa offre due menu degustazione, che permettono di fare una panoramica su buona parte delle ricette dello chef.
Per il pranzo oppure il pranzo di affari, è prevista una formula che permette al cliente di scegliere due o tre portate dalla selezione pranzo, acqua e pregiato caffè Haiti Komet Superior, rispettivamente a 50 e 60 euro. Si può abbinare un calice di vino, consigliato dal sommelier, per 10 euro.

I prezzi per il menu alla carta si aggirano sui 130/150 euro a persona, vini esclusi. Stesse cifre per il menu degustazione.
La cantina è ricca e ricercata, all’altezza del blasone del locale, con l’aggiunta di un po’ di estro nella selezione. Certo nelle 700 etichette pubblicizzate può certamente entrarci praticamente tutto. La scelta spazia dalle famose etichette italiane ed internazionali, a bottiglie di piccole aziende biologiche e biodinamiche.

Il ristorante ha ottenuto giudizi lusinghieri sulle principali guide del settore anche per il 2013. Mantiene una delle due stelle Michelin guadagnate dalla precedente gestione ( non è proprio una retrocessione, più che altro un’attesa di conferma dovuta al cambio di squadra ). La guida dell’ Espresso assegna un punteggio di 18 su 20, mentre la guida del Gambero Rosso assegna un punteggio di 90 su 100 e ben tre forchette.
Sicuramente buone credenziali per chi vuol provarlo.

Il Ristorante Trussardi Alla Scala
Piazza della Scala 5
20121 Milano
Telefono: +39 02 80688201
Email: ristorante@trussardiallascala.com

RedazioneFood and DrinksChiusa in malo modo la stagione settennale della doppia stella Michelin Andrea Berton, andatosene in polemica con la società (lui sostiene di essere stato messo alla porta senza appello), si è aperto per il Trussardi alla Scala il nuovo corso firmato Carlo Cracco e Luigi Taglienti. Il primo in...Il blog del lusso Made in Italy.